ISTITUTO NAZIONALE DI LINGUISTICA FORENSE

L’Istituto Nazionale di Linguistica Forense (d’ora in poi INaLF) è una realtà aziendale la cui attività è incentrata – ma non limitata – a fornire servizi di consulenza e formazione relativi alla linguistica forense. L’attività di ricerca è sviluppata all’interno della Società Italiana di Linguistica Forense (d’ora in poi SILF), ente riconosciuto da MIUR/CINECA attraverso il consorzio con il Centro di Ricerca “Lo Stilo di Fileta” – Polo Università degli Studi eCampus, istituto di ricerca con riconoscimenti MIUR, CINECA e Commissione europea, che ha per compito la certificazione dei percorsi didattici previsti.

Al Momento INaLF collabora anche con altri enti di cerca esterni, e non perde l’occasione per essere il più possibile vicina all’università italiana per sensibilizzare lo sviluppo scientifico della disciplina linguistico-forense. 

L’approccio utilizzato da INALF nasce sfruttando le potenzialità e l’indiscussa scientificità di discipline ben codificate e riconosciute tali dalla comunità scientifica internazionale quali la linguistica computazionale, le digital humanities, la linguistica teorica e applicata, la grafologia, la sociolinguistica, la fonetica, la glottologia e le cosiddette scienze della voce. 

La linguistica forense, condivide le basi empiriche, la metodologia e la scientificità con la linguistica applicata, ma, a differenza di quest’ultima, comprende elementi costitutivi più ampi; infatti, come scienza forense, applica metodi scientifici all'interno del processo giuridico, che partono dalla raccolta metodica e dall'analisi delle prove per stabilire i fatti che possono essere presentati in un procedimento.

Nei contesti legali si riscontrano diversi utilizzi della linguistica, in particolare:

  • Identificare l’autore dei testi scritti, come e-mail, messaggi, lettere anonime, testamenti. Come la grafologia identifica uno scrivente dal modus scribendi, così la Linguistica Forense, lo identifica dall’usus scribendi. La Linguistica Forense non identifica solo un “autore scrivente”, ma anche “l’autore pensante”. Se, ad esempio, una mail è stata dettata, è possibile determinare se questa proviene da due soggetti: uno scrivente e quindi con il suo sistema grafico (che comprende la parte grammaticale), e un altro pensante (carpendo le variabili idiolettali). Determinando, in questo modo, se si è di fronte a un idrografo.

  • Formulare un profilo sociolinguistico, grazie agli usi della lingua nello scritto: il dialetto, la lingua d’origine, l'età, il sesso e il livello di istruzione dell’autore. Per esempio si può determinare se il grado di istruzione presente in una lettera è lo stesso del presunto soggetto scrivente.

  • Identificazione di un parlante, attraverso la fonica forense.

  • Studio dell’hate speech, (comunicazione mirata a diffondere odio). Se ci si trova ad essere presi di mira da  cyberbullismo, body shaming, hating, è possibile compiere uno studio dei messaggi incriminati e determinare se si tratti effettivamente di hating speech e, di conseguenza, poter procedere legalmente.

  • Individuare il plagio di un testo.

  • Targettizzare il tipo di linguaggio utilizzato in gruppi specifici.

​Una consulenza linguistico-forense potrà essere utile in ogni fase di un processo in cui ci siano testi digitali come prove, casistica che con il processo di digitalizzazione delle scritture ha sempre più spazio nella giurisprudenza italiana.

Le consulenze - anche in accordo alle metodologie e alle best practice della materia di altre nazioni, dove la Linguistica Forense è pratica comune nelle aule di giustizia – sono basate su una materia, la linguistica, disciplinata da una solida base scientifica, che rispetta gli standard Daubert e che utilizza metodi qualitativi e quantitativi in modo che si completino a vicenda, così da identificare, descrivere e misurare la presenza o l'assenza di marcatori di stile negli scritti in esame.

 

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